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Una situazione sfortunata

Un uomo, socio d'opera presso una cooperativa di pulizie, con capacità lavorative ridotte a causa di una grave malattia e conseguente reddito esiguo (circa euro 450 mensili), ottiene una prima volta un finanziamento, garantito da La Scialuppa CRT Onlus, di euro 5.000 per fare fronte alla difficile situazione finanziaria venutasi a creare dopo la separazione dalla propria convivente.
In particolare il richiedente si era visto pignorare il quinto dello stipendio da una società finanziaria per pagherò non onorati e, nel periodo seguito alla separazione, non era più riuscito a pagare né l'affitto di casa né il riscaldamento, giungendo a indebitarsi persino per la fornitura di derrate alimentari. Soltanto l'inizio di una nuova convivenza, con un'infermiera impiegata a reddito fisso, aveva consentito al richiedente di ridurre in parte le esposizioni debitorie. La situazione era rimasta tuttavia irrisolta, come dimostrava il fatto che il soggetto aveva dovuto nuovamente ricorrere al prestito di una finanziaria. La Fondazione aveva dunque garantito un primo prestito, volto a saldare i preesistenti debiti relativi ad affitto e riscaldamento, fidando in una capacità del richiedente di sanare con tale aiuto in via definitiva la situazione.
Dopo circa un anno, tuttavia, il soggetto si ripresenta evidenziando nuovamente una situazione debitoria difficile, con esposizioni, oltre che per affitto e riscaldamento, anche per altre voci, quali spese legali e sanzioni amministrative pregresse. Per fare fronte alla restituzione del finanziamento già concesso si sono anche originati scoperti di conto corrente. In totale i debiti del richiedente ammontano a circa euro 10.000, gravando mensilmente per circa euro 800 a fronte di un reddito familiare, considerando anche quello della convivente, non superiore a euro 1.500.
Per un nuovo intervento della Fondazione si rende quindi necessario coinvolgere in qualità di avallanti anche le due sorelle del richiedente le quali, pur non versando in condizioni economiche brillanti, sono comunque titolari di reddito fisso.
La meritevolezza del richiedente, le cui ridotte capacità economiche sono dovute alla grave patologia che lo affligge, unita alla volontà della convivente e delle sorelle di impegnarsi, inducono quindi la Fondazione a deliberare una garanzia dell'80% su un nuovo prestito di euro 9.500, durata 60 mesi, con rata mensile di circa euro 200. Il peso mensile complessivo degli impegni continua a essere alto, ma il nuovo prestito consente di chiudere alcune posizioni debitorie particolarmente gravi e urgenti.