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Malattia, invalidità, alluvione ... (piove sempre sul bagnato!)

Una famiglia, composta di padre dipendente di un'impresa privata, madre insegnante in pensione e due figli, si viene a trovare senza colpa in una difficile situazione economica a causa di due eventi imprevedibili e indipendenti tra loro.
Da un lato l'invalidità di uno dei figli comporta la necessità di affrontare ingenti spese mediche, per le quali non risulta sufficiente l'assegno di accompagnamento di circa euro 400 mensili, costringendo la famiglia a chiedere un prestito aziendale e a contrarre debiti con una banca, per circa euro 7.000, e alcune società finanziarie.
Dall'altro lato l'evento alluvionale occorso in Piemonte nell'anno 2000 rende inagibili i locali abitati dalla famiglia, costringendola a ricorrere a una sistemazione provvisoria offerta generosamente da un amico. Quando anche tale sistemazione deve essere lasciata, il Comune di residenza offre ai richiedenti un alloggio di edilizia popolare in affitto, a condizione che i nuovi assegnatari si accollino i lavori di ristrutturazione necessari per renderlo abitabile. Tali lavori ammonterebbero, secondo la stima dello stesso Comune, a circa euro 15.000. Nonostante lo svantaggio insito nella proposta, i richiedenti si trovano obbligati ad accettarla, in quanto la posizione dell'alloggio risulta logisticamente favorevole per le esigenze di trasporto del figlio invalido.
La famiglia in questione ha già ottenuto una prima volta, circa due anni prima, un finanziamento garantito da La Scialuppa CRT Onlus di circa euro 15.000 per fare fronte ai debiti sopra descritti, le cui rate vengono regolarmente pagate.
Un nuovo intervento della Fondazione si rende tuttavia necessario per procedere alla suddetta ristrutturazione. In sede di istruttoria si concorda con i richiedenti di ridurre i lavori allo stretto necessario, contenendo la spesa nel limite di euro 10.000.
Viene quindi stabilito un piano in base al quale la Fondazione garantisce un nuovo finanziamento, di euro 15.500, durata 60 mesi, destinato in parte a estinguere il residuo debito relativo al primo finanziamento, in parte (per il 50%) a coprire le spese di ristrutturazione. Al restante 50% dei lavori viene fatto fronte con un finanziamento di euro 5.000 garantito dalla Fondazione San Matteo, che aderisce all'iniziativa per la particolare meritevolezza del caso.
Nel complesso la famiglia si trova a dover affrontare mensilmente, per i due finanziamenti, una rata di ammortamento di euro 400. Gli impegni complessivi, tenendo anche conto delle rate di affitto e di un precedente piano di rientro verso altra banca lasciato in essere, vengono a incidere per euro 1.400 mensili su circa 2.300 di reddito familiare. L'impegno finanziario mensile risulta aggravato, ma è la condizione per garantire la sistemazione abitativa.